Il marchio “Villaggio Montano del CAI” e il Turismo sostenibile. Evoluzione, Impatti e strategie di gestione.

Il contributo di Riccardo Beltramo alla tavola rotanda "TerreAlte_@Bagnone, quale futuro?" ha proposto una riflessione articolata sul rapporto tra il marchio “Villaggio Montano del CAI” e il turismo sostenibile, mettendo in luce come questo strumento non sia semplicemente un’etichetta formale, ma un vero e proprio dispositivo di orientamento per lo sviluppo territoriale. Il relatore ha strutturato il proprio intervento come una lettura critica delle parole chiave associate al progetto, interpretandole come segnali della maturità con cui una comunità locale può accogliere e tradurre in pratica i principi del marchio.

Fin dalle prime battute emerge il ruolo integrato dei soggetti coinvolti: il Parco, il Comune e il CAI rappresentano tre livelli complementari di governo del territorio, ciascuno con funzioni distinte ma convergenti. Il Parco tutela e amministra l’ambiente, il Comune traduce queste priorità in strumenti normativi e operativi, mentre il CAI agisce come promotore culturale e tecnico della fruizione della montagna. Tuttavia, il percorso di adesione al marchio non è calato dall’alto, ma prende forma attraverso un processo che parte dal CAI e coinvolge progressivamente gli altri attori, dando vita a un percorso complesso basato sulla raccolta di evidenze e sulla verifica dei requisiti.

Il passaggio decisivo consiste nell’estensione del coinvolgimento dalle istituzioni al tessuto economico e sociale locale. Il marchio si configura così come un patto tra persone prima ancora che tra enti, un accordo che presuppone consapevolezza condivisa e collaborazione attiva. In questa prospettiva, la sostenibilità non è ridotta a una dimensione tecnica o ambientale, ma diventa espressione di una comunità capace di riconoscersi e di agire in modo coordinato.

Particolarmente rilevante è il legame con il patrimonio culturale, inteso come risultato di un lungo processo di interazione tra comunità e ambiente. Il territorio viene interpretato come sedimentazione di pratiche, trasformazioni e memorie che si rendono visibili nel paesaggio. La valorizzazione di questi elementi consente di costruire un’offerta turistica che non si limita alla fruizione passiva, ma invita il visitatore a comprendere e interpretare i segni lasciati dalla storia.

All’interno di questa cornice, il marchio privilegia alcune dimensioni fondamentali. L’abitare viene inteso come condizione essenziale per la qualità della vita e per il presidio del territorio, mentre le esperienze costituiscono il fulcro dell’attrattività turistica, nella misura in cui permettono al visitatore di arricchire le proprie conoscenze e di vivere trasformazioni significative. La scoperta si traduce nell’incontro con prodotti, saperi e pratiche locali, spesso attraverso un coinvolgimento diretto, mentre il turismo viene ricondotto ai principi della sostenibilità ambientale, economica e culturale.

Un altro elemento centrale riguarda la capacità del marchio di evitare l’omologazione delle destinazioni. Pur fornendo un quadro di riferimento comune, esso lascia spazio alla valorizzazione delle specificità locali, favorendo la costruzione di identità territoriali riconoscibili e autentiche.

L'intervento ha analizzato poi i principali effetti generati dall’adozione del marchio. Tra questi, la fiducia occupa un ruolo centrale, poiché regola sia le relazioni interne alla comunità sia il rapporto con i visitatori. La destagionalizzazione rappresenta una risposta alle criticità legate ai picchi turistici, promuovendo una distribuzione più equilibrata dei flussi durante l’anno. La governance emerge come dimensione organizzativa fondamentale, necessaria per garantire continuità e miglioramento nel tempo. La credibilità, sostenuta da un solido impianto scientifico e istituzionale, consente di evitare derive comunicative superficiali o fuorvianti. Infine, le reti ampliano il raggio d’azione della comunità locale, favorendo processi di apprendimento, scambio e costruzione di reputazione.

In conclusione, è stato sottolineato come il conseguimento del marchio rappresenti solo l’inizio di un percorso che richiede coerenza, cura e partecipazione continua. La capacità di mantenere viva la rete locale, di garantire un’accoglienza autentica e di valorizzare i percorsi culturali diventa decisiva per consolidare nel tempo un modello di turismo sostenibile. In questa prospettiva, il territorio può trasformarsi in un luogo capace di generare legami duraturi, diventando, per chi lo vive e lo visita, un vero e proprio “luogo del cuore”.